Guerra, siccità e fame: ECFR propone una coalizione globale anti-crisi alimentare

«Tre caratteristiche del mondo disordinato di oggi convergono nel creare una crisi alimentare devastante»: così apre la nota firmata da Cary Fowler, Jana Kobzová e Jim O'Brien per lo European Council on Foreign Relations (ECFR). Gli autori individuano nella guerra russa in Ucraina, nel blocco persistente dello Stretto di Hormuz e in un El Niño potenzialmente il più intenso mai registrato tre fattori che rischiano di sommarsi in una catastrofe umanitaria e di sicurezza globale.
I prezzi alimentari mondiali sono già quasi il 75% più alti rispetto ai minimi del 1999, con 2,2 miliardi di persone in condizione di insicurezza alimentare secondo la Food and Agriculture Organization (FAO). Il «super El Niño» previsto per quest'anno colpirà l'Africa australe con siccità e ridurrà la produzione agricola in Asia meridionale e sud-orientale, mentre la produzione globale di grano è attesa in calo del 3% nel 2026-27 (-8% nell'Unione europea, -12% in Australia, -19% in Argentina).Lo Stretto di Hormuz resta bloccato: attraverso di esso transita il principale canale.
Un terzo dei fertilizzanti trasportati via mare non raggiunge i campi, con effetti particolarmente gravi sui piccoli agricoltori dell'Africa subsahariana e dell'Asia meridionale. Ucraina e Russia, che insieme generano il 30% delle esportazioni mondiali di grano, il 20% di mais, il.
Lo Stretto di Hormuz resta bloccato: attraverso di esso transita il principale canale di fertilizzanti azotati e circa metà dell’offerta globale di zolfo, componente chiave dei fosfati. Un terzo dei fertilizzanti trasportati via mare non raggiunge i campi, con effetti particolarmente gravi sui piccoli agricoltori dell’Africa subsahariana e dell’Asia meridionale.




