La sfilata degli Alpini a Udine in memoria dei 50 anni del terremoto

Su quel cappello, più di una penna nera: un cielo terso che, sopra la città, ha fatto da tetto alle centinaia di alpini presenti in centro per il nono raduno della sezione Ana di Udine, domenica avviato alla sua conclusione. Perché Udine, dopotutto, è la loro casa e il Friuli, da almeno 50 anni, è quel luogo in cui anche il ricordo di una tragedia, del terremoto, può volgere a pensieri di ringraziamento rivolti a chi, a questa terra, ha dato e continua a dare ancora parecchio.
Zaino in spalla, per molti, diversi i punti di partenza, anche extra regionali; per tutti, la stessa voglia di esserci. I primi arrivi, in piazza Libertà, già dalla mattina, fra primi saluti e brindisi, rigorosamente in friulano.
A scandire il passare del tempo, così, sono i discorsi di rito: novità relative ai gruppi, ricordi di incontri passati. Attese per il futuro, anche quello più immediato.
Il programma della giornata, in tal senso, è chiaro, il culmine con l’esibizione della fanfara, il via ufficiale segnato dall’inaugurazione della mostra statica dei mezzi storici, in piazza Primo maggio. [Missing Credit] Il primo ritrovo, informale, avviene però sotto la loggia di San Giovanni, nei locali della sede cittadina.



