Dio non è morto. E il Papa non se la cava male

Parigi e Lourdes, due tappe del viaggio di papa Leone XIV che hanno sorpreso tutti. Per la partecipazione immensa di fedeli nella laicissima Francia, per l’esplosione degli 80.000 giovani alla veglia di sabato sera allo Stade de France, per le parole pronunciate dal Papa all’Eliseo davanti a Macron.
Per i chiarissimi moniti a favore della vita, dell’educazione, della necessità di rinnovare la fede, per la preghiera davanti alla Grotta di Massabielle. Per il richiamo alla conversione e alla penitenza.
Per le parole spese ieri pomeriggio all’Accueil Notre-Dame, durante l’incontro con gli operatori e gli assistiti della struttura, parole che è giusto riportare in un passaggio centrale. «So che per alcuni di voi», ha detto Leone, «a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita.
Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta.




