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Peste suina, 645 focolai in Toscana: massima allerta per cinghiali e allevamenti

TOSCANA – Sono 645 i focolai di peste suina africana registrati dall’inizio dell’anno tra i cinghiali in Toscana. Un dato che conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione e rafforzare le attività di controllo per contenere la diffusione del virus.

Il punto sulla situazione è stato fatto dalla Regione, con il presidente Eugenio Giani e il commissario straordinario regionale per l’emergenza peste suina africana Giorgio Briganti. Nel corso del 2026 il virus è stato riscontrato anche in due allevamenti domestici: il primo a Comano, in provincia di Massa-Carrara, alla fine di giugno, il secondo a San Marcello Piteglio, nel Pistoiese, nel mese di luglio.

La peste suina africana non si trasmette all’uomo, ma rappresenta una seria minaccia per i suini domestici e per i cinghiali. Per questo sono state rafforzate le operazioni sul territorio, a partire dalla ricerca delle carcasse degli animali selvatici, anche attraverso l’impiego di unità cinofile.

Parallelamente prosegue il contenimento della popolazione dei cinghiali. In alcune delle zone maggiormente interessate dall’emergenza, gli interventi previsti possono arrivare a un incremento dei prelievi fino al 150 per cento rispetto all’anno precedente.

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