“Eravamo rimasti in 12 dopo la scossa di terremoto. Ci avevano offerto di andare a valle, con una stalla e pascoli per gli animali. Ma abbiamo rifiutato: voleva dire lasciare tutto questo. Che ne sarebbe stato?”

L'Appennino centrale è da sempre una terra pastorale. Prima ancora che un'attività economica, la pastorizia è stata il modo con cui queste montagne sono state abitate, attraversate e custodite.
A dieci anni dal terremoto, raccontare il sisma significa anche raccontare chi, oltre i vuoti, continua a modellare il paesaggio. Ad Arquata del Tronto, Dante e Biagio Camacci portano avanti l'azienda agricola Paolina, che prende il nome dalla madre e porta avanti una storia familiare di tre generazioni.
Una data che nei giorni scorsi è stata largamente ricordata, a dieci anni dal sisma del Centro Italia. In quello che dovrebbe essere un giorno di silenzio, rispetto e memoria, si è parlato molto, forse troppo.
Ora si è tornati al silenzio e alla vita quotidiana, che qui continua a scorrere.



