Il petrolio supera 108 dollari: attacco a Hormuz e stop oleodotto saudita agitano i mercati

Il mercato petrolifero ha trascorso la mattinata di lunedì a scontare un fine settimana di cattive notizie dal Golfo Persico. I future sul Brent con consegna ottobre e novembre sono saliti di oltre il 3% e hanno superato i 108 dollari al barile, mentre il riferimento statunitense WTI per ottobre è avanzato del 2,3% fino a circa 102 dollari.
Entrambi hanno esteso il rialzo della scorsa settimana, dopo aver riconquistato la soglia dei 100 dollari. I prezzi si sono mossi dopo l’annuncio dell’Arabia Saudita secondo cui l’oleodotto East-West è temporaneamente chiuso in seguito ad attacchi con droni.
L’infrastruttura trasporta greggio attraverso il regno fino ai porti sul Mar Rosso, permettendo al petrolio di raggiungere i terminal di esportazione senza passare per lo Stretto di Hormuz. La sua chiusura elimina quindi la principale alternativa proprio in un momento in cui lo stretto è particolarmente pericoloso.
La pericolosità è emersa anche domenica, quando una nave mercantile è stata colpita nello stretto: una persona è rimasta uccisa e altre tre ferite, secondo le autorità iraniane. Oggi il transito in quel tratto di mare funziona in modo molto diverso rispetto a prima della guerra.


