Napoli, droga tra i cespugli a Fuorigrotta: arrestato cugino del babyras ucciso e dato

La fuga alla vista delle volanti, la corsa verso un parcheggio privato e il disperato tentativo di sbarazzarsi della droga gettandola tra la vegetazione. Si è conclusa con le manette ai polsi – anche se solo per poche ore – la serata movimentata del diciottenne Emanuele Ramondino, arrestato dalla polizia con l'accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e denunciato per porto di armi od oggetti atti ad offendere.
Un nome, quello di Ramondino, tutt'altro che sconosciuto alla cronaca napoletana: il diciottenne incensurato è infatti il cugino di Gennaro Ramondino, il ventenne barbaramente ucciso a colpi di pistola e poi dato alle fiamme nell'estate del 2024 nelle campagne di Pianura. Un atroce delitto maturato nel contesto delle feroci guerre tra giovanissimi per la gestione delle piazze di spaccio della periferia ovest, per il quale è stato già condannato un minorenne, ritenuto l’esecutore materiale.
Tornando invece all’ultima vicenda, l’operazione è scattata nella serata di ieri in via Renato Carosone, a Fuorigrotta. Gli uomini del commissariato San Paolo, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno notato il giovane che, accortosi della presenza della pattuglia, ha provato ad allontanarsi rapidamente cercando di nascondere un involucro tra le piante di un cortile condominiale.
I poliziotti lo hanno subito raggiunto e bloccato all'interno di un'area di sosta privata.



