Venezuela, terremoto: cento giorni dopo la popolazione è ancora stremata
Medici Senza Frontiere assiste la popolazione di La Guaira e Caracas. Oltre agli aiuti sanitari e all’acqua potabile, cresce la necessità di sostegno psicologico per le comunità colpite.
A cento giorni dal terremoto che il 24 giugno ha colpito il Venezuela, la popolazione continua a fare i conti con le conseguenze del disastro. L’emergenza non riguarda più soltanto i soccorsi immediati e la cura dei feriti, ma anche la necessità di ricostruire le condizioni di vita delle famiglie, restituendo loro sicurezza e prospettive per il futuro.
Tra le aree maggiormente interessate dagli interventi umanitari figurano La Guaira e Caracas, dove Medici Senza Frontiere (MSF) continua a fornire assistenza sanitaria e sostegno alle persone colpite dal sisma.
Con il passare dei mesi, alle conseguenze materiali della catastrofe si sono aggiunti problemi psicologici sempre più evidenti. L’incertezza, la perdita della casa e l’allontanamento dai propri ambienti di vita hanno lasciato segni profondi in molte persone.