Uefa, svolta nei divieti sulle trasferte: «Basta punire intere tifoserie per colpa dei singoli»

«Non è giusto che intere tifoserie debbano pagare per il comportamento e le responsabilità dei singoli». Uefa, European Football Clubs, European Leagues e Football Supporters Europe fanno fronte comune, sottoscrivendo un documento per limitare i provvedimenti che impediscono ai tifosi di seguire la propria squadra in trasferta.
Federazione, club e associazioni dei tifosi sono concordi sulla necessità di colpire i singoli, senza ricorrere a sanzioni collettive che si ricadono inevitabilmente sul tifo più rispettoso. Il tema è stato dibattuto durante la Uefa Safety e Security Conference, che si è svolta a Madrid martedì 1 e mercoledì 2 settembre.
Un confronto che, come lo scorso anno, ha messo ancora una volta al centro il coinvolgimento dei tifosi nelle manifestazioni calcistiche. L’appuntamento ha riunito oltre 500 rappresentanti tra federazioni, club, leghe, associazioni, forze di polizia, istituzioni pubbliche e organizzazioni sportive internazionali, secondo l’approccio integrato promosso dal Consiglio d’Europa, attraverso la Convenzione di Saint-Denis.
Le richieste hanno toccato diversi aspetti, dall’estensione delle misure alla loro tempestiva comunicazione, dalla trasparenza dei processi al coinvolgimento delle parti in causa. La conclusione è unanime: i divieti collettivi per i tifosi in trasferta devono essere adottati solo in circostanze eccezionali.




