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Effetto Eni sulla maggioranza. Il price cap è un test sulla manovra Lega: “Ora le banche”. Ma

Effetto Eni sulla maggioranza. Il price cap è un test sulla manovra Lega: “Ora le banche”. Ma

Roma, 27 settembre 2026 – Il price cap dell’Eni al carburante, arrivato dopo una lunga moral suasion del governo e salutato da Palazzo Chigi come un “lodevole atto di attenzione all’Italia”, ha aperto nella maggioranza una corsa a intestarsene il significato e, soprattutto, a decidere quale debba essere il passo successivo. [Tajani, su carburanti vince linea FI, dialogo invece di tasse (atex.dam.standard.

Video – p.DamVideo)] La lega e le banche Il Carroccio legge il precedente Eni come la prova che i grandi gruppi con utili elevati possano essere chiamati a contribuire all’emergenza. E sposta subito il mirino sulle banche: nella legge di bilancio, sostiene la Lega, dovrà arrivare un contributo “ancora più rilevante” dagli istituti di credito, richiamando i circa 50 miliardi di utili attesi dal settore.

È la prosecuzione della linea già sostenuta nelle ultime settimane: utilizzare una parte degli extraprofitti per sostenere famiglie e imprese senza scaricare tutto il costo sul bilancio pubblico. Ma all’interno dello stesso partito Massimo Garavaglia invita alla cautela: sul fronte energetico, osserva, la mossa Eni potrebbe rendere meno attuale un prelievo straordinario; per le banche, invece, il confronto resta aperto.

Forza Italia: “No a nuove tasse” Forza Italia trae dalla stessa vicenda la conclusione opposta. Antonio Tajani rivendica il price cap come conferma della linea azzurra: responsabilità volontaria delle imprese anziché nuove imposte.

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